Storia e Identità
Il Gattinara, una storia che attraversa i secoli
Il Gattinara è uno dei grandi vini italiani per storia, identità e prestigio. Nel 1967 fu tra i primi vini in Italia a ottenere il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, a pochi anni dall’entrata in vigore della legge che pose le basi del sistema delle DOC.
Le radici della viticoltura a Gattinara affondano lontano nel tempo: la coltivazione della vite era già presente in epoca romana e si consolidò nel Medioevo, raggiungendo grande notorietà tra il Quattrocento e il Cinquecento grazie alla figura di Mercurino Arborio di Gattinara, statista e diplomatico di fama europea. Fu lui a far conoscere e apprezzare il vino di Gattinara nelle principali corti del continente, contribuendo allo sviluppo delle tecniche viticole e alla diffusione del Nebbiolo, localmente chiamato Spanna.
Nei secoli successivi, la reputazione del Gattinara si è mantenuta viva, sostenuta da un forte legame con il territorio e dalla capacità di innovare senza perdere autenticità. Lo dimostrano tappe fondamentali come la nascita della stazione sperimentale viticolo-enologica nel 1872 e della cantina sociale di Gattinara nel 1908, una delle prime in Italia.
Con una superficie vitata contenuta – poco più di 100 ettari – e una produzione limitata, il Gattinara è l’espressione più autentica di un grande vino di territorio. Nel 1990 ottiene il riconoscimento della DOCG, entrando ufficialmente nell’élite dell’enologia italiana. Prodotto prevalentemente da Nebbiolo, con un lungo periodo di affinamento, il Gattinara si distingue per straordinaria eleganza, struttura e longevità.
Definito da Renato Ratti un vino di “altissima classe”, il Gattinara rappresenta oggi un simbolo dell’eccellenza vitivinicola dell’Alto Piemonte. In questo solco, negli anni Novanta, prende forma un importante progetto condiviso tra Regione, Comune di Gattinara, Provincia di Vercelli e le realtà produttive del territorio, finalizzato alla valorizzazione delle denominazioni e dei loro luoghi d’origine.
È in questo contesto che nasce, nel 1998, il percorso di costituzione dell’Enoteca Regionale di Gattinara e dei Nebbioli del Nord Piemonte, riconosciuta ufficialmente dalla Regione nel 1999. Ospitata nella storica Villa Paolotti, l’Enoteca è oggi punto di riferimento per la promozione dei grandi Nebbioli dell’Alto Piemonte: dal Gattinara al Ghemme, fino alle denominazioni Boca, Bramaterra, Lessona, Fara, Sizzano, Colline Novaresi e Coste della Sesia, in sinergia con l’importante attività del Consorzio di Tutela dei Vini Nebbioli dell’Alto Piemonte.
A suggellare il legame profondo tra Gattinara e la cultura, è il richiamo a Mario Soldati, scrittore e intellettuale piemontese che seppe raccontare il vino come espressione dell’anima di un territorio. Al Gattinara dedicò il racconto “Un sorso di Gattinara”, testimonianza letteraria di un vino capace di farsi racconto, memoria e identità.
Una storia che continua, fatta di passione, tradizione e cultura del vino, e che trova nell’Enoteca Regionale il suo luogo naturale di racconto, incontro e valorizzazione.
💡 Curiosità
Il Gattinara era conosciuto come “il vino delle donne” per la sua eleganza, in contrapposizione a vini più potenti ma meno fini.
Territorio e Terroir
Suolo
porfido vulcanico, ricco di minerali
Clima
continentale, con forti escursioni termiche
Esposizione
prevalentemente sud e sud-ovest
Geologia
antiche rocce vulcaniche del Supervulcano della Valsesia
"Dona al vino mineralità, struttura tannica fine e una grande capacità di invecchiamento."
Profilo Sensoriale
Colore
rosso granato con riflessi rubino tendente al mattonato/aranciato con l’invecchiamento
Profumi
Gusto
secco, elegante, tannini fini, grande equilibrio
A Tavola
Abbinamenti Consigliati
- selvaggina
- brasati
- arrosti
- formaggi stagionati
Piatti del Territorio
- 🍽️tapulone
- 🍽️risotti al vino rosso
- 🍽️finanziera

