DOC

Lessona DOC

Una delle espressioni più raffinate del Nebbiolo dell’Alto Piemonte: un vino raro e prezioso, nato su antiche sabbie marine ai piedi del Monte Rosa, dove il terroir dona eleganza, mineralità e straordinaria finezza.

Riconoscimento1976
VitignoNebbiolo (Spanna) min 85%

Storia e Identità

Se si dovesse scegliere un vino simbolo della storia d’Italia, il Lessona meriterebbe certamente un posto d’onore. Fu proprio questo vino, infatti, che lo statista biellese Quintino Sella scelse per brindare alla nascita del primo Governo dell’Italia unita, rifiutando lo Champagne. Era il 1870, poche settimane dopo l’ingresso dei soldati italiani a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia: un gesto simbolico che celebrava l’unità nazionale con un grande vino del territorio.

La famiglia Sella, del resto, produceva vino a Lessona già nel 1601, e ancora oggi i discendenti dello statista continuano a custodire e valorizzare questa antica tradizione vitivinicola.

Il Lessona DOC nasce principalmente da Nebbiolo, localmente chiamato Spanna, lo stesso vitigno che dà origine ad alcuni dei più celebri vini piemontesi come Barolo, Barbaresco, Ghemme e Gattinara. In piccola parte possono concorrere anche Vespolina e Uva Rara (Bonarda novarese), che contribuiscono ad arricchirne il carattere.

Le radici della viticoltura in questa zona sono molto antiche. Le prime testimonianze risalgono al XII secolo, quando a Vercelli esisteva una strada chiamata Ruga ad Vineas, collegata all’antica via del vino detta Lessonasca, che conduceva ai vigneti di Lessona. Da qui, fin dall’epoca romana, il vino veniva trasportato verso Milano e i grandi depositi vinari di Pavia.

Nel XIV secolo la produzione era così abbondante che nel 1380, per trasportare la quota destinata al castello di Zumaglia, furono necessari venticinque uomini e trenta buoi. Nei primi anni dell’Ottocento il conte Fantone, membro della Reale Accademia di Agricoltura di Torino, coltivò Nebbiolo nei pressi di Lessona ottenendo un vino di grande pregio, tanto apprezzato da essere esportato e richiesto anche in Inghilterra e Belgio.

Oggi la produzione del Lessona è molto più limitata rispetto al passato. I vigneti si estendono su pochi ettari e le bottiglie prodotte ogni anno sono poche: proprio questa rarità contribuisce a renderlo un vino prezioso e ricercato, autentica espressione di un territorio unico.

💡 Curiosità

Tra guerra e calici: la sfida che consacrò il Lessona e il Gattinara

Durante la Guerra di Crimea (1853-1856), il Regno di Sardegna inviò un contingente militare a fianco di Francia e Gran Bretagna. Nei campi militari della penisola crimeana le condizioni di vita erano dure: fango, freddo e lunghi mesi lontani da casa. Tra le poche consolazioni per gli ufficiali c’erano le provviste di vino provenienti dal Piemonte, spesso ottenute da Nebbiolo (allora chiamato Spanna), antenati dei grandi vini dell’Alto Piemonte come il Lessona DOC.

Si racconta che proprio tra gli ufficiali francesi e quelli piemontesi nacque una vivace disputa su quale fosse il vino migliore tra quelli presenti al quartier generale di Kadıköy. Per uscire dall’impasse si decise di affidare il giudizio agli ufficiali britannici: non grandi produttori di vino, ma certamente estimatori del buon bere.

Dopo attente analisi e numerose degustazioni – pare tutt’altro che sbrigative – il verdetto fu pronunciato: tra i vini presenti nel campo, i migliori risultarono il Lessona prodotto dai fratelli La Marmora e il Gattinara del Conte Avogadro di Casanova Elvo.

Un piccolo episodio di vita militare che racconta come, anche lontano dalle colline piemontesi, i grandi vini dell’Alto Piemonte sapessero già farsi riconoscere e apprezzare.

Felice Sperino: il medico che amava il Lessona

Felice Sperino, medico di professione come il padre – fondatore a Torino dell’Ospedale Oftalmico – si dedicò con passione anche alla viticultura e all’enologia. Dalla sua tenuta, nelle cantine del palazzo che fu dei Bulgaro e dei Barozzi a Castello, costruito sulle vestigia dell’antico castello di Lessona, Sperino sperimentò e studiò la coltivazione della vite.

Fu autore di due importanti contributi scientifici: Intorno alle viti americane come mezzo di resistenza contro la fillossera (1881) e I nostri vitigni della provincia di Novara (1906). Rimane inoltre inedito il manoscritto di una terza memoria, in cui Sperino documentava le tecniche di coltivazione e vinificazione a Lessona tra Ottocento e Novecento, testimoniando la sua visione tra scienza e passione per il territorio.

Territorio e Terroir

Suolo

sabbiosi - limosi - argillosi

Clima

Il clima di Lessona è temperato e ben ventilato: la vicinanza del Monte Rosa protegge i vigneti dai venti freddi del nord, mentre le correnti provenienti dalle valli favoriscono fresche escursioni termiche tra giorno e notte. Questo equilibrio climatico garantisce una maturazione lenta delle uve e contribuisce alla finezza aromatica e all’eleganza dei vini.

Geologia

Marina

"La storia del suolo di Lessona affonda le radici in un passato geologico remoto. I vigneti crescono infatti su antiche sabbie marine di origine pliocenica, depositatesi milioni di anni fa quando queste terre erano sommerse dal mare. Si tratta di sabbie friabili, spesso di colore giallo-arancio, che conferiscono ai vini una particolare finezza. Questi terreni sono naturalmente acidi e ricchi di minerali preziosi come ferro, potassio, magnesio, manganese, alluminio e zinco. La loro composizione è il risultato di una lunga evoluzione geologica che ha visto l’interazione tra sedimenti marini, depositi glaciali e materiali di origine magmatica. Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dall’antico supervulcano della Valsesia, la cui attività, circa 280 milioni di anni fa, contribuì a sollevare e mescolare gli strati profondi della crosta terrestre, arricchendo i terreni con componenti di porfidi e graniti. Nel corso delle ere successive, l’azione dei ghiacciai del Monte Rosa ha depositato ulteriori sedimenti di origine glaciale e alluvionale, modellando il paesaggio collinare che oggi caratterizza la zona. I vigneti si trovano generalmente tra i 300 e i 350 metri di altitudine, su dolci colline ben esposte che favoriscono la maturazione lenta e completa delle uve. In questi suoli poveri e sabbiosi la vite è costretta a sviluppare radici profonde alla ricerca di nutrimento. Il vitigno protagonista è il Nebbiolo, qui chiamato Spanna, che in questo ambiente esprime una personalità particolarmente raffinata. Nasce così un vino dal colore rubino brillante con sfumature granate, caratterizzato da tannini fini ed eleganti, perfettamente integrati già in giovane età. Al naso emergono profumi delicati di rosa, viola e frutti rossi, mentre al palato si distingue per la sua spiccata sapidità minerale e per una straordinaria finezza ed equilibrio. Rispetto ai rossi più potenti delle Langhe, il Lessona DOC si distingue per uno stile più aereo, elegante e armonioso, capace di esprimere con grande purezza l’anima del suo territorio."

Profilo Sensoriale

👁️

Colore

Rosso granato, con sfumature che diventano aranciate con l'invecchiamento.

👃

Profumi

ViolaFine ed intensoMinerale
👅

Gusto

Asciutto, gradevolmente tannico, sapido, persistente

A Tavola

Abbinamenti Consigliati

  • Carni rosse
  • Anatra
  • Formaggi stagionati
  • Fonduta

Piatti del Territorio

  • 🍽️Risotto al Lessona
  • 🍽️Bollito

I Vini Lessona DOC

Cantine Produttrici