Spumanti

Un territorio da scoprire con un’anima effervescente: l’Alto Piemonte. Con le sue colline morbide abbracciate dal clima alpino e dalla sapiente mano dei produttori locali, non è solo terra di grandi vini fermi: è anche patria di vini spumanti di qualità, espressione di un patrimonio vitivinicolo in fermento. Qui tradizione e innovazione si incontrano nei due principali metodi di spumantizzazione: il Metodo Classico e il Metodo Martinotti. Due metodi, un’unica identità territoriale. Pur diversi nella tecnica, Metodo Classico e Metodo Martinotti raccontano entrambi l’Alto Piemonte: un territorio che gioca con altitudini, escursioni termiche e suoli complessi, trasformando queste peculiarità in vini che sanno sorprendere. Il Metodo Classico seduce per complessità e finezza, mentre il Metodo Martinotti conquista per freschezza e immediatezza

VitignoI vitigni principali che danno origine ai grandi spumanti dell'Alto Piemonte sono: Nebbiolo, Greco Novarese (Erbaluce), Chardonnay, Vespolina e Pinot Nero

Storia e Identità

È importante sottolineare come anche l’Alto Piemonte, da alcuni anni, stia esprimendo grandi vini spumanti ottenuti da vitigni autoctoni, frutto di un’attenta ricerca qualitativa e di una profonda conoscenza del territorio.

Quando si parla di spumanti da vitigni autoctoni, il riferimento è quasi sempre al Metodo Classico, poiché questo approccio implica un lungo lavoro di sperimentazione, valorizzazione delle uve locali e ricerca dell’eccellenza. Tuttavia, l’Alto Piemonte rappresenta un’eccezione virtuosa: accanto a importanti Metodo Classico da vitigni autoctoni, il territorio esprime anche interessanti interpretazioni con Metodo Martinotti, capaci di raccontare le stesse varietà in chiave più immediata e fragrante.

Gli spumanti presenti nella selezione dell’Enoteca Regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte spaziano: dallo Chardonnay al Greco Novarese (Erbaluce), dalla Vespolina al Nebbiolo fino al Pinot Nero

Un patrimonio ampelografico che testimonia i saperi di un passato sempre in dialogo con la natura, in un rapporto di equilibrio e rispetto tra la terra e l’uomo.

È questa l’eredità materiale e immateriale che l’Enoteca Regionale intende raccogliere, custodire e valorizzare, per farla conoscere e tramandare.

💡 Curiosità

Il Piemonte, culla delle grandi bollicine italiane.

Il Piemonte non è soltanto terra di grandi vini: è una regione che ha scritto pagine fondamentali della storia della spumantizzazione italiana e internazionale. Qui, tra Ottocento e primo Novecento, nascono infatti due primati assoluti, destinati a lasciare un’impronta profonda nella cultura enologica nazionale e internazionale.

Il primo è quello del Metodo Classico italiano. Già nei primi decenni dell’Ottocento, alcuni nobili piemontesi intuirono le straordinarie potenzialità del territorio e avviarono la coltivazione di vitigni come Pinot Nero e Chardonnay, ispirandosi ai modelli della Champagne ma adattandoli alle condizioni pedoclimatiche locali.

Questa visione trovò piena espressione grazie a Carlo Gancia, che nel 1848 si recò a Reims per studiare direttamente le tecniche di produzione dello Champagne. Tornato in Piemonte, avviò insieme al fratello Edoardo una piccola attività, dando inizio alla produzione del primo spumante italiano secondo il metodo “champenoise”.

Le prime sperimentazioni coinvolsero le uve Moscato, tipiche del territorio di origine, e nel 1865 vide la luce lo “Spumante Italiano”, il primo Metodo Classico fermentato in bottiglia prodotto nel nostro Paese.

Ma il Piemonte non si fermò qui.

A distanza di pochi decenni, la stessa terra che aveva accolto e reinterpretato la tradizione francese fu capace di inventare un metodo nuovo, destinato a rivoluzionare il mondo degli spumanti. Alla fine del XIX secolo, Federico Martinotti, direttore dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti, ideò un sistema innovativo che prevedeva la seconda fermentazione in grandi recipienti chiusi, anticipando una visione moderna, scientifica ed estremamente efficace della spumantizzazione.

Questo metodo, perfezionato e brevettato successivamente dal francese Eugène Charmat attorno al 1910, divenne noto a livello internazionale come Metodo Charmat, ma le sue radici sono profondamente piemontesi. Un primato che testimonia ancora una volta la capacità del Piemonte di unire ricerca, sperimentazione e conoscenza profonda delle uve e del territorio.

Una terra che anticipa il futuro

Il fatto che entrambi i grandi metodi di produzione degli spumanti italiani – il Metodo Classico e il Metodo Martinotti – affondino le loro origini in Piemonte non è casuale. È il risultato di una cultura vitivinicola antica, capace di dialogare con la natura, di osservare, sperimentare e innovare senza mai perdere il legame con la propria identità.

Ancora oggi, questa doppia eredità vive negli spumanti dell’Alto Piemonte: vini che raccontano una storia di visione, coraggio e rispetto, e che trovano nell’Enoteca Regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte il luogo ideale per essere custoditi, valorizzati e condivisi.

Profilo Sensoriale

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Gusto

Vino complesso e strutturato, caratterizzato da bollicine fini e persistenti e da profumi che valorizzano maggiormente i sentori di lievito e affinamento rispetto all’aroma primario dell’uva. Una lunga permanenza in bottiglia consente infatti alle bollicine di integrarsi perfettamente nel vino, conferendo eleganza e profondità.

I Vini Spumanti

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